Scadenze
Scadenze e tempistiche della Direttiva sulla trasparenza retributiva
La Direttiva UE sulla trasparenza retributiva segue un calendario articolato: gli Stati membri dovevano recepirla entro il 7 giugno 2026, i primi report sul divario retributivo dei grandi datori di lavoro sono dovuti entro il 7 giugno 2027 e i datori di lavoro più piccoli seguono entro il 2031. Chi sottovaluta i tempi necessari per la costruzione dei dati e la valutazione delle posizioni finisce sotto pressione.
Le date chiave
Il calendario della Direttiva in sintesi:
- 6 giugno 2023: entrata in vigore della Direttiva (UE) 2023/970.
- 7 giugno 2026: scadenza del termine di recepimento per gli Stati membri. Dal recepimento si applicano la trasparenza nel recruiting, la divulgazione dei criteri retributivi e il diritto di informazione.
- 7 giugno 2027: primo report sul divario retributivo per i datori di lavoro con 250+ dipendenti (successivamente ogni anno) e per i datori di lavoro con 150–249 dipendenti (successivamente ogni tre anni).
- 7 giugno 2031: primo report sul divario retributivo per i datori di lavoro con 100–149 dipendenti (successivamente ogni tre anni).
Perché il report del 2027 necessita di dati del 2026
Il report dovuto entro il 7 giugno 2027 si riferisce a un anno di riferimento passato, di norma l’anno civile 2026. La base di dati per il primo report si crea quindi ora: le categorie di lavoratori, i dati retributivi completi comprensivi delle componenti variabili e una valutazione delle posizioni solida devono essere disponibili prima del periodo di riferimento, non dopo.
Realisticamente, le imprese hanno bisogno di sei-dodici mesi di preparazione per l’architettura delle posizioni, la formazione delle categorie, la bonifica dei dati e una prima simulazione interna del calcolo del divario retributivo, compreso il tempo per giustificare o correggere i divari individuati prima della data di riferimento.
Gli obblighi senza soglia si applicano già
Indipendentemente dal ciclo di rendicontazione, gli obblighi individuali di trasparenza si applicano a tutti i datori di lavoro a partire dal recepimento nazionale: fasce retributive nel recruiting, divieto di chiedere la storia retributiva, criteri retributivi accessibili e il diritto di informazione con termine di risposta di due mesi. Poiché il termine di recepimento è già scaduto, questi processi dovrebbero essere già operativi, anche laddove la legge nazionale sia ancora in sospeso.
Tabella di marcia consigliata
Una tabella di marcia collaudata, a ritroso dalla prima data di rendicontazione:
- Immediatamente: chiarire il profilo degli obblighi per ciascuna entità giuridica (paese, organico, soglia, rappresentanza dei lavoratori).
- Trimestre 1: costruire l’architettura delle posizioni e criteri di valutazione oggettivi, formare le categorie di lavoratori.
- Trimestre 2: rilevare in modo completo i dati retributivi, adeguare i processi di recruiting e il flusso di gestione delle richieste di informazione.
- Trimestre 3: eseguire una prima analisi del divario retributivo, giustificare i casi al 5% o avviare le misure correttive.
- Trimestre 4: testare il processo di rendicontazione con approvazioni, rappresentanti dei lavoratori ed esportazione.
Domande frequenti
Quando deve essere presentato il primo report sul divario retributivo?
I datori di lavoro con 250+ e con 150–249 dipendenti riferiscono per la prima volta entro il 7 giugno 2027; i datori di lavoro con 100–149 dipendenti riferiscono per la prima volta entro il 7 giugno 2031.
Quali obblighi si applicano già prima del primo report?
A partire dal recepimento nazionale, tutti i datori di lavoro devono garantire la trasparenza nel recruiting (fascia retributiva, nessuna domanda sulla storia retributiva), divulgare i criteri retributivi e rispondere alle richieste di informazione dei lavoratori.
Cosa succede se uno Stato membro non rispetta il termine?
L’obbligo di recepimento rimane; la Commissione può avviare una procedura di infrazione. È consigliabile che le imprese attuino già lo standard di base dell’UE, poiché le leggi nazionali possono prevedere periodi di riferimento retroattivi.